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Acropoli di Atene: fotografia e ricostruzione (sotto)


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6._partenone_ricostruzione.jpgAcropoli di Atene, Partenone: ricostruzione e fotografia (sotto)

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Acropoli di Atene, Loggia delle Cariatidi




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Acropoli di Atene, Tempietto di Atena Nike: ricostruzione e pianta



12._Micene.jpgMicene

imagesCASNGR2W.jpgMicene 11._acropoli_di_Micene.jpgAcropoli di Micene






13._micene_porta_dei_leoni.jpg14._MiceneTreasure_of_Atreus.jpgMicene, Tesoro di Atreo

15._interno_del_tesoro_di_Atreo.jpg Micene, interno del tesoro di Atreo

13..jpg Micene, Porta dei leoni
imagesCAUF9QN9.jpgMicene, Porta dei leoni, particolare

imagesCASNGR2W.jpgMicene, scavi imagesCABPOGON.jpg


15._maschera_di_Agamennone.jpgMaschera di Agamennone

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Reperti archeologici di Micene

16._rocca_di_Tirinto.pngRocca di Tirinto



17._agorà_di_Tiro.jpgAgorà di Tirinto imagesCAU91LAB.jpgTirinto



18._atene_teatro_romano.jpgAtene, teatro romano


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Teatro di Epidauro

21._Epidauro_teatro.jpgTeatro di Epidauro imagesCA7W6T03.jpg

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Agrigento, Magna Grecia





MITI GRECI: LA LEGGENDA DEL MINOTAURO, DI ARIANNA E DI TESEO
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Il Minotauro, era nato dall'amore innaturale di Pasifae, moglie di Minosse, con uno splendido esemplare di toro inviato al re di Creta da Poseidone in segno di benevola protezione: era un mostro orribile, col corpo di uomo e una testa di toro enorme, e mangiava carne umana. Minosse, per nasconderlo aveva fatto costruire apposta per lui, a Cnosso, un palazzo strano chiamato Labirinto. Un palazzo senza finestre, dove non entravano i raggi del sole, con tante stanze, corridoi, che chiunque fosse entrato non sarebbe mai uscito senza una guida; l'incauto si sarebbe smarrito e alla fine avrebbe incontrato il Minotauro, che era posizionato al centro del palazzo, trovando una marte orrenda.
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Molti anni prima dell'arrivo di Teseo ad Atene, Androgeo, figlio del re di Creta Minosse, essendo venuto ad Atene alle feste panelleniche, aveva partecipato a diverse gare riuscendo in tutte vittorioso. I giovani di Megara e di Atene, invidiosi delle sue vittorie, lo uccisero. Minosse per vendicare il figlio morto assediò Atene e da qui iniziò una guerra, che il re di Creta vinse, imponendo la pace con una clausola: periodicamente Atene doveva mandare sette giovani e sette fanciulle, da mandare nel Labirinto al Minotauro affamato.


Il generoso Teseo, quando seppe la triste storia del tributo dei quattordici giovani, si offrì di unirsi a loro per porre fine a tutto e uccidere il Minotauro. I cittadini di Creta furono felici e ammirarono il gesto del giovane, al contrario, Egeo ne era preoccupato perchè, per quanto fosse coraggioso e valoroso suo figlio, era più probabile che il Minotauro avesse divorato Teseo che lui fosse riuscito ad ucciderlo. Egeo pregò il figlio di una cosa: la nave che portava i quattordici ostaggi da Creta ad Atene, di solito innalzava una bandiera nera, in segno di lutto; se Teseo fosse riuscito nel suo intento, il re lo pregò di sostiruire la bandiera nera con una bianca, in segno di vittoria.

Quando la nave arrivò ad Atene, tra i curiosi sulla spiaggia, per vedere le giovani vittime si trovava anche Arianna, figlia del re Minosse. La giovane alla vista di Teseo subito se ne innamorò e quando seppe che era venuto ad Atene per uccidere il Minotauro, provò pietà sapendo che era votato a una morte sicura. Gli si avvicinò e gli chiese se in qualche modo poteva aiutarlo. Teseo rimase affascinato dalla bellezza di Arianna e gli piacque la sua offerta, tanto da prometterle che se l'avesse fatto uscire vivo da quell'impresa, l'avrebbe felicemente sposata.

La giovane fanciulle per aiutare Teseo nell'impresa, si rivolse al costruttore del Labirinto: Dedalo. Il grande architetto, decise di aiutare la bella Arianna insegnandole come l'eroe doveva comportarsi per colpire il Minotauro al momento giusto e come poi uscire dal palazzo senza perdersi. A tale scopo consegnò ad Arianna un gomitolo di filo spiegandole che bastasse che Teseo fissasse un capo del gomitolo in un punto qualunque dell'ingresso, svolgendone poi il filo a mano a mano che avanzava, fino al momento dell'incontro col Minotauro; per tornare indietro non doveva far altro che raggomitolare il filo...

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Arianna diede a Teseo il filo e le indicazione che le aveva suggerito Dedalo per combattere il Minotauro. L'eroe si incamminò insieme ai quattordici giovani per i corridoi e le stanze del Labirinto, girò e rigirò nelle tortuosità, passando dalla penombra al buio fitto quando a un tratto si trovò difronte al Minotauro. Teseo non gli diede l'opportunità di saltargli addosso che lo infilzò nelle corna, e rapidamente gli diede un colpo in testa con la mazza che si era portato, facendolo crollare a terra morto. Una volta eliminato il mostro, Teseo e gli altri ostaggi riaggomitolarono il filo di Arianna e in pochi minuti riuscirono ad uscire dal Labirinto, e insieme alla giovane fanciulla si imbarcarono per fare ritorno ad Atene. L'ingrato Teseo nel frattempo, si pentì della promessa di nozze fatta alla bella Arianna e per liberarsene, approfittò della sosta a Nasso, dove la giovane si era addormentata sulla spiaggia e senza svegliarla salì sulla nave e riprese il suo viaggio, abbandonandola. Come si legge nel mito di Dioniso, la giovane e bella Arianna fu abbandonata per poco perchè infatti, il dio Dioniso la trova sulla spiaggia, mentre piange, la consola e se la sposa.
La slealtà di Teseo fu punita, il giovane era talmente contento di essere riuscito nell'impresa che aveva dimenticato di cambiare la bandiera da nera a bianca, come aveva promesso al padre. Il buon re quando vide la nave di ritorno con la bandiera nera, pensò che il figlio fosse morte e si precipitò nel mare, che da quel momento prese il suo nome: mar Egeo.

Dedalo e Icaro

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Dedalo, era nato ad Atene ed era pronipote di Eretteo, re della città. Si dedicò alla scultura e all'architettura, era abilissimo in ciò che faceva; si narra che le sue statue sembravano vive a tal punto da raccontare che esse aprivano gli occhi e si muovevano. A Dedalo sono attribuite le invenzioni dell'ascia, la sega, il trapano, il passo della vite, l'archipenzolo. E' stato maestro di suo nipote Talo, figlio di una sua sorella, che uccise per gelosia quando Talo superò il maestro nella sua arte. L'Areopago, il tribunale, lo condannò all'esilio perpetuo; Dedalo si rufugiò a Creta dove fu accolto benevolmente dal re Minosse che gli commissionò il Labirinto per rinchiudere il Minotauro. A Dedalo, si rivolse Arianna, la figlia di Minosse, per sapere come aiutare Teseo a uccidere il Minotauro e uscire dal Labirinto, e come sappiamo il consiglio del filo riuscì a far trinofare Teseo nell'impresa. Quando Minosse venne a sapere che ad aiutare sua figlia e Teseo fu Dedalo, e non potendo prendersela con la figlia fuggita insieme all'eroe, pensò di punire Dedalo, rinchiudendolo insieme al figlio, Icaro, nel Labirinto, che egli stesso aveva progettato. L'unico modo per uscire dal Labirinto era evadere volando; ingegnoso come era, Dedalo costruì due paia di ali, uno per sè e l'altro per il figlio. Si raccomandò con Icaro di restargli sempre dietro durante il volo, di non strafare e soprattutto di stare attento a non avvicinarsi troppo ai raggi del sole perchè, le ali, attaccate alle spalle con della cera, potevano staccarsi in quanto il calore avrebbe sciolto la cera. Come non detto, Icaro durante il volo, provando piacere si allontanò dal padre e raggiunse i raggi del sole che sciolsero la cera e lo fecero precipitare nel mare, dove morì. Dedalo triste e desolato, atterrò in Campania a Cuma, dove costruì un tempio al dio Apollo, consegnando le ali che aveva inventato per evadere dal Labirinto di Creta.


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